Febbraio 1929, Chicago: strage di San Valentino

Di Victoria Bandini e Serena Squarcia

Ogni 14 febbraio, festa degli innamorati, a Chicago si ricorda anche la strage di San Valentino del 1929, una delle più note della mafia italo-americana.
Cinque uomini della cosca guidata da Alphonse Capone, travestiti da poliziotti, forti dell’autorità fornita loro dalla divisa, catturano sette membri della costa rivale irlandese: Bugsy Morgan.
Li portano nel garage di North Clark Street, dove li attende la morte: almeno cinquanta colpi di mitra ciascuno.
Alphones Capone (o Al Capone), detto il “Napoletano” per le sue origini campane, nasce a New York nel 1899 e muore a Miami nel 1947.

Il quattordici febbraio 1929, durante la strage, Capone si trova a Miami, in Florida, per deporre in un processo: è in questo modo che dimostra la sua estraneità ai fatti relativi alla strage.
Nel 1921 si trasferisce a Chicago dove collabora con Johnny Torrio e diviene in pochi anni uno dei principali gangster americani.
Negli anni del proibizionismo e della crisi americana Al Capone si arricchisce notevolmente grazie alla vendita illegale di alcolici, conquistando la posizione di capo della mafia italo-americana, al punto che nel 1930 il boss, che da poco era entrato nella lista dei maggiori ricercati dell’FBI, fu dichiarato “nemico pubblico numero uno” della città di Chicago.

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