“Per amore del mio popolo”: l’esempio di don Giuseppe Diana

 di Victoria Bandini e Serena Squarcia.

Don Giuseppe Diana nasce da una famiglia di proprietari terrieri il 14 luglio del 1954 a Casal di Principe (Caserta), dove muore la mattina del 19 marzo 1994, ucciso dalla Camorra.
Detto anche Peppe Diana o Peppino Diana, è presbitero, scrittore, scout e insegnante di religione cattolica e materie letterarie.
Nel 1968 entra nel seminario di Aversa, nel quale frequenta la scuola media e il liceo classico. Si laurea in teologia biblica nel seminario di Posillipo (sede della Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale) e in filosofia presso l’Università Federico II di Napoli.
Nel 1978 entra nell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (AGESCI) e nel 1982 è ordinato sacerdote.

Sono le 7:20 del 14 luglio 1994, come ogni domenica Don Giuseppe Diana si prepara per la Santa Messa, quando nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari, a Casal di Principe, viene colpito da cinque proiettili (due alla testa, uno al volto, uno al collo e uno alla mano).
Da qualche tempo era esplosa una cruenta guerra tra il clan di Francesco Schiavone detto Sandokan, il boss locale, e gli uomini di Giuseppe Quadrano. Ogni giorno si contavano i morti, tra i membri delle due fazioni. Ma il 21 febbraio del 1994 fu consumato un delitto particolarmente grave: cadde Valentino Guarino, un ragazzo considerato vicino a Schiavone. Le esequie furono celebrate nella parrocchia di San Nicola di Bari, con il carro funebre trainato da otto cavalli, i fiori, tre sacerdoti sull’altare tra cui don Diana. Un mese dopo, il 16 marzo, venne ammazzato Giliberto Cecora, lo zio di Giuseppe Quadrano, ma stavolta il funerale si tenne nel cimitero, in forma dimessa. L’episodio è probabilmente la causa ultima dell’omicidio di Don Peppe Diana, il cui autore materiale è proprio Giuseppe Quadrano.

Don Diana cade vittima di una guerra tra clan, che spesso denuncia anche nelle sue prediche in chiesa, nelle quali compaiono nomi e cognomi; la sua è una scelta coraggiosa fatta, come afferma egli stesso, “per amore del mio popolo”.

Ogni 19 marzo, onomastico e anniversario della morte di Don Giuseppe Diana, Libera organizza a Parma una fiaccolata in sua memoria e in memoria di tutte le vittime della mafia.

 

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